TOSSICITA’ AMBIENTALE

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La Sensibilità Chimica Multipla, o MCS dall’inglese “Multiple Chemical Sensitivity” è una malattia moderna. I criteri per la sua definizione sono stati pubblicati una prima volta nel 1989 e ridefiniti dieci anni dopo da un gruppo di clinici statunitensi (Archives of Environmental Health, International Journal, May-June 1999, vol 54, numero 3).

Nel “consensus report“ di Chicago (USA), tenutosi nel 2001, è stata definita come una malattia cronica, con sintomi ricorrenti e riproducibili in risposta all’esposizione a bassi livelli di sostanze chimiche, sostanze tra loro non correlate dal punto di vista molecolare.

Ben 77.000 sostanze chimiche vengano stabilmente impiegate nella produzione industriale nordamericana, 3000 differenti sostanze chimiche vengono utilizzate come additivi alimentari, più di 10.000 sostanze chimiche sono utilizzate come solventi, conservanti,emulsionanti e stabilizzanti nella produzione industriale di alimenti. Lo afferma l’agenzia statunitense per l’ambiente (Environment Protection Agency), organo governativo USA. Pochissime di queste sostanze sono state studiate in rapporto ai loro effetti sull’organismo umano e quando sono stati condotti studi, essi sono stati rivolti a identificare la dose in grado di causare tossicità acuta, cioè l’avvelenamento, mentre poca o nulla attenzione è stata data alla ricerca degli effetti negativi derivanti dall’esposizione, protratta nel tempo, a piccole quantità di sostanze chimiche, considerate ben al di sotto della soglia della tossicità acuta.

Similmente non vengono studiati gli effetti biologici dell’esposizione contemporanea a più sostanze chimiche, ciascuna a dosi considerate “non in grado di causare tossicità acuta“, né gli effetti combinati derivanti dalla contemporanea presenza, nel nostro organismo, di più sostanze chimiche accumulate in tempi diversi. Inoltre, non sono stati considerati gli effetti che gli inquinanti ambientali possono avere sugli organismi in crescita dei nostri bambini né sui tessuti del feto, considerato a torto “protetto” dall’utero materno.

Poiché l’organismo non è in grado di eliminare queste sostanze tossiche esse si accumulano nei tessuti, dove persistono e si assommano negli anni. Questo ammasso altera il metabolismo, provoca distruzione degli enzimi, deficit nutrizionali, alterazioni ormonali, disturbo delle funzioni cerebrali; inoltre numerose di queste sostanze sono cancerogene.

Siccome ogni specifica tossina possiede una specifica modalità di accumulo, di distribuzione e di danno (da sola o in combinazione con altre) l’effetto molto differenti che spesso sfuggono alla corretta identificazione.

Mal di testa, Prurito, Dermatite, Mani e piedi freddi, Sudore notturno, Insonnia, Difficoltà a digerire, Difficoltà alla concentrazione, Ansia, Depressione, Candidosi, Dispepsia, Rash, Affaticamento cronico, ma anche Allergie, Malattie Autoimmuni, Malattie infiammatorie sono alcune modalità di espressione del danno da tossicità ambientale.

Quando organismi più sensibili perdono completamente la capacità di difendersi dalle tossine ambientali, sviluppano patologie invalidanti come la MCS (cioè Sensibilizzazione Chimica Multiple), l`Ipersensibilità alle Radiazioni Elettromagnetiche, EHS, la Sindrome da Stanchezza Cronica, o Encefalomielite Mialgia, ME, la Fibromialgia, FM, la Sindrome da Intossicazione da Pesticidi Organofosforici, la Sindrome della Guerra del Golfo.

I sintomi vengono a cessare o si risolvono quando viene meno l’esposizione alle sostanze chimiche in questione. La malattia colpisce più organi e sistemi, non correttamente curata si aggrava progressivamente conducendo a gravi danni d’organo come cardiopatia ischemica, neuropatie centrali e periferiche, epilessia, accidenti vascolari cerebrali, nefropatie ed epatopatie, neoplasie (Meggs.WJ, Department of Environmental Medicine, East Carolina University, School of Medicine: Multiple Chemical Sensitivity and the immune system, Toxicology and Industrial Health, 1992.Jul-Aug.8 (4) 203-14)

Se l’organismo è offeso durante le primissime fasi del suo sviluppo, può derivarne l’ Autismo.

Se il danno arriva alla degenerazione cellulare può insorgere il Cancro.

Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, ha inserito l’MCS nella classificazione internazionale delle malattie ICD-10 con il codice T 78.4  ponendole per la prima volta nella categoria delle “allergie non altrimenti specificate”.

Il Canada e la Germania hanno ufficialmente riconosciuto l’MCS come malattia non psichiatrica e concedono il rimborso delle cure mediche specifiche ai pazienti, nel Regno Unito simili modalità sono in via di approvazione.

In Germania e in Canada sono inoltre disponibili abitazioni speciali per le persone colpite che non possano modificarne una propria, mentre sono stati definiti protocolli di accoglienza nel caso di ricovero ospedaliero e indicate le caratteristiche degli studi medici che accolgono tali pazienti, come viene illustrato dettagliatamente nelle relazioni allegate dei Colleghi Tedeschi.

Ad oggi l’Italia non ha riconosciuto questa malattia come entità patologica né come malattia rara né come problema sociale.

Similmente per altre patologie emergenti da tossicità ambientale la prima e principale difficoltà di chi ne è colpito è il rapido e corretto riconoscimento della sua condizione.

I molteplici deficit di nutrienti, le insufficienze funzionali, gli accumuli di tossine presenti nelle patologie da tossicità ambientale, non sono evidenziabili con gli esami di laboratorio routinari, che anzi risultano essere ingannevolmente “nella norma” sino allo svilupparsi secondario di patologie d’organo ormai senza ritorno, come neoplasie, cardiopatie, epatopatie e nefropatie, neuropatie centrali e periferiche.

Il mancato riconoscimento della malattia non solo non contrasta l’aggravamento progressivo della stessa, ma abbandona di fatto il paziente all’evoluzione più sfavorevole della malattia e alla fallace interpretazione della stessa come nevrosi, quindi “non–malattia” o, quando i sintomi sono più gravi, come “psicosi”. L’isolamento familiare e sociale pesano ulteriormente sul paziente, aggravando le sue condizioni già precarie.

L’evoluzione progressiva della malattia da Sensibilità Chimica Multipla, spesso associata a elettrosensibilità e fibromialgia è inarrestabile e progressivamente invalidante, se non ci si sottrae all’ambiente inquinato, allontanandosi dalle città. Ciò significa spesso abbandono forzato della attività lavorativa, con perdita delle risorse economiche necessarie alle cure specifiche.

Per ulteriori informazioni si consiglia di visitare anche il sito qui sotto riportato:

www.campagnamcs.altervista.org