PARALISI CELEBRALE

La paralisi cerebrale è una condizione che esordisce nella primissima infanzia, in cui la mobilità e/o la coordinazione della muscolatura scheletrica mancano o sono inefficienti a produrre un movimento efficace e/o a consentire la statica ed il cammino.

I muscoli di per se non sono ammalati, né lo sono i nervi periferici che ad esse giungono. È il sistema nervoso centrale, che stimola e regola l’attività muscolare, ad essere offeso.

Pur non essendo una malattia progressiva, nel senso che il danno originario non aumenta in estensione nel tempo, come accade nelle malattie neurodegenerative, tuttavia non evolve verso la guarigione anzi, le alterazioni del tono muscolare, specie la spasticità, provocano retrazioni sempre più gravi, sino a causare deformità.

Mentre alcuni dei bambini colpiti presentano segni sfumati della sofferenza cerebrale, tant’è che vengono tardivamente diagnosticati, la maggior parte di essi presenta difetti ben più evidenti ed assieme alle manifestazioni motorie hanno marcati deficit sensoriali come riduzione della acuità visiva, dell’udito, disturbi della visione e della percezione uditiva, alterazioni delle percezione propriocettiva e vestibolare, difetti cognitivi sino al ritardo mentale, assenza di linguaggio verbale. Più di un quinto dei bambini colpiti manifesta convulsioni.

I maschi sono più colpiti delle femmine con rapporto 1,3:1. L’incidenza nei paesi occidentali è di oltre 2 bambini ogni 1000. Essa non è andata diminuendo negli ultimi trent’anni, anzi secondo alcuni studi è andata aumentando. Questo dato è attribuito alla maggior sopravvivenza dei neonati gravemente prematuri.

Nella maggior parte dei casi (90-95%) il danno è già presente alla nascita anche se solitamente i segni della malattia emergono più tardi, a mano a mano che le tappe evolutive non vengono raggiunte.

A volte la causa non è facilmente identificabile: in alcuni dei bambini colpiti la corteccia motoria, esaminata attraverso le immagini delle Risonanza Magnetica non si è sviluppata normalmente durante la vita intrauterina, nella maggior parte dei casi,invece, non si vedono malformazioni, ma il cervello può aver subito un danno durante la vita fetale, pur senza una causa apparente.

Più raramente, un avvenimento avverso durante il parto o subito dopo ha provocato una sofferenza dei tessuti cerebrali che ha superato la capacità di recupero dell’organismo del bambino.

In alcuni bambini il danno cerebrale si realizza per effetto di gravi traumi, encefaliti, episodi anossici nelle prime settimane di vita. In tutti i casi il risultato è un danno permanente.