IL DISORDINE DELL’ INTEGRAZIONE NEUROSENSORIALE NELL’AUTISMO

bimbo autismSin dalla vita intrauterina gli stimoli sensitivi svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare la struttura e le funzioni del sistema nervoso.

Il processo d’integrazione degli stimoli sensoriali avviene inconsciamente: tutti i sistemi di ricezione sensoriale lavorano contemporaneamente affinché l’organismo si adatti velocemente ai diversi stimoli ambientali e fornisca risposte adeguate alle specifiche necessità. Per esempio per poter leggere occorre che gli occhi seguano l’immagine adattando continuamente la direzione dei bulbi oculari, il diametro della pupilla e l’inclinazione del capo, mentre viene corretta la sovrapposizione del campo visivo.

Osservazioni cliniche e studi specialistici indicano che nell’autismo esiste un’alterazione dei meccanismi che regolano l’elaborazione delle afferenze sensoriali.

Per i bambini nello spettro autistico è come se le varie parti del cervello non fossero capaci di “parlare tra loro”: un nuovo stimolo non viene integrato nel pool d’ informazioni già acquisite, quindi da esso non deriva una nuova esperienza né nuovi pensieri. In altre parole i bambini nello spettro autistico possono essere abili nei dettagli ma deficitari nell’acquisire l’insieme.

Il disordine funzionale caratteristico dei bambini nello spettro autistico può tradursi in una riduzione della percezione (iposensibilità) oppure nel suo aumento (ipersensibilità) tuttavia lo stesso bambino o ragazzo può essere iposensibile ad alcuni stimoli ed ipersensibile ad altri; oltre a ciò si possono anche realizzare situazioni di un’interferenza sensoriale “interna” cioè un’accensione spontanea di una via sensoriale  senza alcuno stimolo esterno, traducendosi, ad esempio in acufeni o altre sensazioni sgradevoli vestibolari, tattili, gustative.

L’alterazione dell’integrazione neurosensoriale motiva alcuni comportamenti dei bambini autistici, considerati a torto come espressione di “malattia psichiatrica”; come per esempio: leccare i sassi, annusare cose e/o persone, mettere continuamente in bocca le mani, oggetti disparati o al contrario evitare di mettere persino il cibo in bocca, volere cibi molto freddi o molto molli, girare in tondo, coprirsi le orecchie, volere vestiti e coperte pesanti, o non tollerare scarpe e vestiti, evitare di essere toccati, non sopportare di tagliare capelli e unghie.

Anche l’ipotonia muscolare, l’impaccio motorio e la disprassia, la difficoltà a eseguire movimenti fini come allacciare le stringhe, usare le forbici, impugnare correttamente la matita, non essere in grado di andare in bicicletta e sui pattini, non riuscire a giocare a pallone derivano dal disturbo sensoriale; similmente l’imperfetta decodificazione del suono rende difficile l’identificazione dello stesso come parola.

In questa situazione la comprensione è sempre ardua, scrivere e disegnare a volte sono impossibili e l’apprendimento è stentato, con ulteriore stress endocrino sul bambino o ragazzo.

Il training sensoriale Sensory Learning Program® riequilibra le funzioni integrative celebrali eliminando le percezioni più disturbanti, attenuando o abolendo acufeni, ipersensibilità uditiva, fastidio cutaneo e oro-mucosale. In tal modo scompaiono o si attenuano comportamenti problematici quali l’alimentazione selettiva, il mettere in bocca continuamente oggetti impropri o mordicchiarli, leccare oggetti, annusare oggetti e/o persone, non volersi vestire, rifiutare di infilare calze e/o scarpe, rifiutare di farsi tagliare unghie e capelli, non tollerare suoni o rumori, non entrare in alcuni luoghi, non tollerare di fare il bagno, non tollerare la vicinanza con gli altri bambini, e non tollerare di essere toccati.

Nei casi in cui l’assenza del linguaggio verbale risieda prevalentemente nella mancata decodifica del suono, le parole iniziano ad essere riproducibili.

Considerando l’estrema complessità del linguaggio espressivo non è possibile prevedere quali bambini non verbali cominceranno a pronunciare parole durante il trattamento, pur migliorando altre funzioni complesse, quali:

  • la comprensione
  • la coordinazione grosso-motoria
  • la coordinazione oculo-manuale
  • i movimenti fini in genere.

I bambini imparano ad allacciare i bottoni, tenere in mano correttamente matite e penne, controllare il tratto, scendere e salire in fretta le scale, pedalare la bicicletta, fare salti e capriole, calciare il pallone, lanciarlo e prenderlo con le mani. In tal modo, anche se il linguaggio verbale non fiorisse, migliora la qualità della vita, aumentano le abilità e si amplia la capacità di apprendere e progredire.

Il migliorato controllo oculare è premessa indispensabile per iniziare la decodifica della parola scritta. L’esperienza clinica ci ha insegnato che tutti i bambini con lesione cerebrale, con una terapia medica di sostegno delle funzioni cerebrali, anche se non verbali sono in grado di leggere. Ciò significa poter aprire un canale di comunicazione.