CURE BIOMEDICHE

IMG_2866Le Cure Biomediche sono un  complesso di cure nutrizionali specifico per la cura di bambini e ragazzi affetti da sindromi autistiche. Inizialmente furono proposte da un gruppo di medici clinici statunitensi e successivamente sono arrivate ad essere utilizzate da milioni di famiglie in tutto il mondo.

Si tratta di una combinazione di dieta priva di caseina e glutine e di altre sostanze che danno origine alla formazione di molecole ad effetto neurolettico. Si associa alla dieta l’uso di supplementi nutrizionali come vitamine, minerali, aminoacidi, sostanze naturali ad effetto antiossidante, prebiotici, probiotici, e farmaci di sintesi ad effetto antifungino, detossificanti naturali e di sintesi ad effetto chelante. Questi ultimi sono in grado di legare e mobilizzare i metalli pesanti depositati nell’organismo, ritenuti fattori causali della malattia autistica.

Le cure biomediche, come oggi le conosciamo, sono il risultato di una lunga ricerca di cure, in origine solo sintomatiche, che i genitori americani di bambini con autismo hanno cercato empiricamente per aiutare i propri figli malati ed abbandonati dalla medicina accademica in quanto l’autismo veniva considerato una condizione non curabile ed era considerata causata dal rifiuto materno, conscio o inconscio, ad accettare il bambino.

I genitori cercavano rimedi a varie patologie quali la candidosi cronica, le allergie e le intolleranze multiple, l’agitazione e i disturbi del sonno, le dermatiti croniche, ed altro, usavano rimedi per loro tradizionali e disponibili senza ricetta medica, cioè vitamine in larghe dosi e antifungini naturali.

Con questi rimedi i genitori videro che il miglioramento dei sintomi allergici e infettivi dei figli si accompagnava al miglioramento dei sintomi comportamentali tipici della malattia autistica. Con l’aumentare esponenziale dei bambini colpiti da autismo, aumentò anche il numero dei genitori e di genitori medici che diedero impulso alla ricerca clinica, sviluppando anche test di laboratorio specifici ed officine di produzione di quei rimedi che si erano dimostrati efficaci. Il primo medico che utilizzò un trattamento chelante per questa patologia fu una mamma di un ragazzo autistico che beneficiò assai di questa cura.
Necessita di essere detto che la patologia autistica è talmente profonda ed offensiva per l’organismo che la cura nutrizionale, anche quando accompagnata da molti supplementi nutrizionali, da sola non è sufficiente per portare un bambino né tanto meno un ragazzo, fuori dalla malattia. Tuttavia l’eliminazione di glutine e casina dalla dieta interrompe l’esposizione dei tessuti cerebrali ai peptidi oppiati, molecole pericolose, in grado di danneggiare lo sviluppo plastico del cervello stesso.
Un trattamento nutrizionale sofisticato e personalizzato, ben diverso dalla semplice assunzione di nutrienti in grande quantità è comunque necessario, aiutando l’organismo a colmare le carenze tipiche, migliorando la detossificazione naturale, fermando un peggioramento ulteriore della malattia e fornendo le premesse per ulteriori opzioni terapeutiche che devono però essere appannaggio di medici abili, esperti e ad esse dedicati.

Trattamenti chelanti impropri e mal condotti, aumentano lo stress ossidativo e movimentano spesso le tossine senza realmente eliminarle, portando ad aggravamenti.
Va inoltre evitato il pericoloso fai da te: genitori non medici assoldano di sovente persone di dubbia conoscenza e con pochi scrupoli che provvedono a iniettare farmaci chelanti ai bambini a domicilio, privandoli quindi di quelle protezioni e cautele che ogni trattamento iniettivo di rispetto richiede.